desire Giu 23, 2018 0 Comments Posted in: Consigli di Substantia

Siliconi, petrolati, parabeni e PEG. Si sente parlare spesso di questi strani individui, ma cosa vogliono dire nello specifico? E sono davvero dannosi per la salute? Vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Innanzitutto occorre dire che tutti i prodotti cosmetici sono soggetti a severe normative europee e devono rispettare tre particolari obblighi:

– Riportare l’elenco degli ingredienti nel retro della confezione;

– Mettere per iscritto la durata minima del prodotto (scadenza);

– Elencare tutte le avvertenze previste dalla legge.

Vi è mai capitato di leggere l’elenco degli ingredienti della confezione e non capire nulla di quanto scritto? Ecco, quello è l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) ovvero un codice internazionale che indica tutti i diversi ingredienti di un determinato prodotto. Ha la funzione di fornire una vaga idea di quelli che possono essere i vari componenti di un prodotto e di aiutare a capire sulla base delle proprie esigenze, cosa sarebbe meglio evitare.

INCI: come si legge?

Al primo posto dell’elenco delle sostanze di un cosmetico, vengono inserite quelle che sono presenti in percentuale maggiore. Anche se, gli ingredienti con concentrazione inferiore all’1% possono essere inseriti in ordine sparso.

Come prima cosa, si nota che le scritte sono sia in latino che in Italiano. No, non è per complicare la vita, ma per delle motivazioni ben precise:

–  I nomi che si presentano in latino, sono generalmente identificativi di elementi di origine vegetale, botanici e che non hanno subito interventi chimici.

–  La maggior parte dei nomi invece, sono scritti in inglese e rappresentano tutti quegli elementi che hanno subito dei trattamenti chimici.

– Infine, sono elencati anche i coloranti in fondo alla lista, con la sigla C.I (colour index) tipicamente seguiti da un numero di identificazione.

Una volta individuati gli elementi presenti nel prodotto interessato, esiste un ulteriore modo per capire di cosa si tratta nello specifico, o meglio, se potrebbero effettivamente essere nocivi per lìorganismo: il Biodizionario.
Un sito che rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per quanto riguarda gli ingredienti cosmetici utilizzati in Europa. Questi ultimi vengono classificati mediante una sorta di semaforo: accanto ad ogni elemento sono presenti dei bollini (verdi, rossi e gialli) a seconda dei fattori valutati. Quindi:

– Due pallini verdi: vai alla grande

– Un pallino verde: accettabile

– Un pallino giallo: cominciare a usare con cautela, in quanto, potrebbero esserci dei problemi da valutare (se riguardano gli ultimi ingredienti della lista, quindi presenti in piccolissime percentuali, è più fattibile, altrimenti occhio!)

– Un pallino rosso: sconsigliato l’uso (sempre che i problemi non siano, come nel caso precedente, abbinati all’ultimo ingrediente dell’elenco)

– Due pallini rossi: tenersi a debita distanza!

 

Sostanze nocive da evitare

Arrivati a questo step, dovremmo chiederci: a quali prodotti occorre prestare attenzione?
Elementi che potrebbero sembrare apparentemente essenziali, risultano invece inutili, se non addirittura deleteri, soprattutto se utilizzati nel lungo termine. Vediamo quali sono:

Petrolati e Parabeni

Tra gli ingredienti più diffusi nella cosmesi, rappresentati da idrocarburi derivati dalla raffinazione del petrolio.

Rappresentano tutte quelle sostanze dai poteri filanti, come la vaselina o la paraffina liquida.

Nonostante siano identificati come l’essenza per ottenere una pelle o capelli morbidi e setosi, i petrolati sono in realtà occlusivi e provocano, nel tempo, una proliferazione della fauna batterica nel tessuto epiteliale, riducendo l’equilibrio microbiologico.

Per Parabeni, invece, si intende quei composti organici ottenuti dall’acido para- idrossibenzoico da cui deriva il nome.

I parabeni vengono utilizzati come conservanti e impediscono l’alterazione del prodotto grazie alle loro proprietà battericide e funghicide.

I principali sono:

– metilparabeni: utilizzati principalmente nei prodotti alimentari, shampoo e saponi

– etilparabeni: presenti negli alimenti

– propilparabeni: sono visibili in alimenti, farmaci e prodotti per l’igiene

– butilparabeni: maggiormente usati in cosmetica in senso più ampio

Nonostante questo genere di sostanza sia stata inserita all’interno di creme e make up per moltissimi anni, da qualche anno è stata messa in discussione la loro “benignità”.

È vero, fungono da conservanti, antibatterici e incidono sul lungo mantenimento di prodotti, farmaci o alimenti. Ma possano anche essere nocivi: infatti, è stato constatato che dopo la loro applicazione possono essere rintracciati nel sangue e questo perché comportano la penetrazione nei tessuti corporei.

Ci sono continue diatribe sul fatto che i parabeni siano nocivi o meno, ma la domanda da porsi realmente è: se esiste il rischio, è così necessario il loro utilizzo?

La risposta è no. In quanto molte sostanze estratte da prodotti presenti in natura, possono garantire una conservazione e una durata del prodotto di 2-3 anni.

Siliconi e PEG, quegli sconosciuti…

Sono composti inorganici che non si trovano in natura. Utili per le loro proprietà idrorepellenti, antistatiche, anti invecchiamento, resistenti alle alte temperature e al tempo.

Il compito dei siliconi è proprio quello di rendere le texture dei vari prodotti, morbide e setose e di dare un aspetto alla propria pelle morbido e levigato.

Con il tempo, però, l’effetto risulta solo apparente: creano una barriera impermeabile impedendo la traspirazione e l’assorbimento di ulteriori sostanze nutrienti e idratanti della zona interessata.

L’effetto è solo immediato e apparente, ma non porta risultati positivi e duraturi nel tempo, anzi, provocando occlusione dei pori rischiano di danneggiare l’epidermide e i capelli.

I Poli-Etilen-Glicoli (PEG) sono composti che derivano dalla polimerizzazione dell’ossido di etilene e dalla lavorazione del petrolio. Esistono numerosi “PEG” semplicemente sulla base della lunghezza delle molecole a cui corrispondono differenti caratteristiche fisiche (le proprietà chimiche invece sono le medesime).

Vengono utilizzati nei cosmetici principalmente per ottenere emulsioni viscose e, nelle creme, un effetto emolliente e umettante.

Come nei casi precedenti, riguarda una situazione effimera e momentanea, poiché non avviene una vera idratazione e nasconde lo stato reale dell’epidermide.

Sono cancerogeni e comportano una poca facilità da parte del derma di assorbire le sostanze nutritive e i liquidi.

Questa è, a grandi linee, la classificazione di quelle sostanze che sarebbe bene evitare, soprattutto se si vuole avere risultati ottimali nel tempo.

Noi di Substantia Cosmetics abbiamo un’idea precisa in merito: i prodotti  sono stati creati sulla base di rendere possibile, duratura e sana la cura della propria persona eliminando completamente tutto ciò che avrebbe interferito negativamente sul trattamento.

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